È come se fosse una piccola oasi di libertà

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``In realtà è come se fosse una piccola oasi di libertà.``

Casa Circondariale Santa Maria Maggiore
Laboratorio di pelletteria

Venezia
24. 11. 2010 

Io sono qui da due anni e quattro mesi, la condanna è favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Vengo dalla Germania dove ho lasciato una famiglia composta da una moglie e due figli.

Quando sei fuori dal carcere si sentono sempre cose brutte circa ai carcerati, si generalizza.
Sicuramente una volta che entri in carcere devi cambiare vita per andare avanti perché qui dentro sei solo un numero e perdi l’individualità. Nella realtà del carcere non si può parlare male di qualcosa o di qualcuno perché se no ti si ritorce contro. Devi cercare di andare d’accordo con tutte quante le persone. Devi avere sempre rispetto, altrimenti ti fanno male, molto male.

Ero qua da nove mesi, Ali ed Elena dell’associazione hanno deciso di prendere una persona nel laboratorio. Io sono stato il fortunato.
Non ho fatto il corso, sono l’unico che è entrato in laboratorio senza frequentare un corso prima, perché si sono fidati e mi hanno preso. Per me è stata una vera fortuna, essere uno degli ottanta su trecentosessanta che potessero passare del tempo libero. Anche se non parlavo bene l’italiano sono stato accettato e non ho trovato difficoltà ad imparare piano piano la lingua. Ora lavoro dalla mattina al pomeriggio perché nel laboratorio c’è sempre qualcosa da fare e spesso fai qualcosa di nuovo. A volte capita che i miei compagni per paura di sbagliare chiedano a me di fare le cose più complicate perché ho più esperienza. Mi piace lavorare ed impegnarmi quindi solitamente le cose più difficili cerco di farle io. Con questo lavoro prendo uno stipendio e posso aiutare me stesso e la mia famiglia fuori.

Da quando ho conosciuto Ali ed Elena sono riuscito ad entrare nel laboratorio di pelletteria per lavorare e spero di non averle deluse, di aver lavorato bene e di aver ripagato la fiducia che mi hanno dato all’inizio non facendomi frequentare il corso. Sono quasi tre anni che posso vivere veramente meglio. Adesso, se mi serve qualcosa posso comprarla ed è un a bella cosa. Se ho il desiderio di prendermi qualcosa posso e questa è una piccola ma grande libertà. Soprattutto da mangiare visto che la cucina, essendo gestita da detenuti, non è delle migliori. Spesso il cibo ritorna indietro, non è semplice preparare da mangiare per tante persone.
I laboratori di pelletteria e serigrafia sono la miglior cosa dentro questo carcere. In realtà è come se fosse una piccola oasi di libertà. Per la spesa c’è una lista di circa trecento articoli. Sono tutti rincarati rispetto a fuori; noi non abbiamo voce. Nella lista c’è tutto quello che serve, il problema è avere i soldi per vivere bene. Quei detenuti come me che lavorano, hanno un contratto che dura tutta la durata della pena.
Non come gli altri lavori per l’amministrazione (carceraria, n.d.r. ). Durano meno, non hai la garanzia di averlo ancora dopo il termine. Se sei qui, lavori bene e ti dai da fare, sei sicuro di stare bene. I soldi che guadagno, spesso vanno divisi anche con gli altri della cella perché se non vuoi causare casini devi fare così, e si mangia tutti assieme, si condivide tutto. Noi lavoratori viviamo meglio. So che non è una cosa bella e giusta, ma visto che è una cosa che mi sono guadagnato lavorando, è giustissimo che sia così.
Non voglio assolutamente perderlo. Stiamo in una parte nuova del carcere e abbiamo la fortuna di avere l’acqua calda ad ogni ora. Il riscaldamento invece, si accende due ore la mattina e due ore la sera. In effetti noi che lavoriamo stiamo meglio e non possiamo andare in giro a dirlo se no succedono dei casini tra noi detenuti.

Sono entrato il 14 gennaio 2008 e ho passato dieci mesi in cella. Sono stato fortunato perché gli otto ragazzi con i quali condividevo la cella erano veramente tutti bravi ragazzi. Il 2 settembre 2008 ho iniziato a lavorare seguendo un periodo di stage con la borsa lavoro. Non avevo mai lavorato con coltello e riga, ma se vuoi imparare inizi a metterti alla prova e alla fine mi è anche piaciuto moltissimo. Ora mi piace costruire una borsa e sto attento a come viene fuori. In quest’ultimo periodo ci siamo ingranditi e ora con il PVC c’è ancora più lavoro e possiamo fare tante cose. Siamo molto impegnati. Il tempo passa molto prima. In questo modo i periodi difficili sono passati lavorando e pensando ad altre cose e non alla pena. Devo dire ancora grazie alla cooperativa perché nessuno mi avrebbe preso: non parlavo italiano, sapevo solo qualche parola. Adesso posso dire di aver sfruttato questo tempo anche come scuola, infatti ho imparato l’italiano e un grande mestiere che, chi lo sa… in un futuro potrebbe sempre tornarmi utile.

Quando entri in Italia purtroppo non ti danno una possibilità, se sei straniero sei fregato. Dopo quattordici mesi un amico poteva darmi una casa e un lavoro, ma non mi hanno concesso di andare a fare i domiciliari lì da lui. Non ti danno nemmeno una chance. Per uno straniero è difficile, fuori e dentro il carcere. Io nella mia vita non ho mai preso una multa, neanche una volta. Sono entrato in carcere a ventotto anni, ho fatto quattro compleanni. Ho visto di tutto; una persona è morta sotto di me e sono venuti a misurargli la pressione purtroppo solo dopo quarantacinque minuti. Se penso come vogliono loro io esco matto. Devo staccarmi, lavorare e non pensare al carcere o alla mia famiglia lontana. Sono occupato. Il mio nemico è il tempo. Dei nostri amici di galera sono andati in altri carceri e dicono che qui sembra un albergo. C’è sempre di peggio. In Sicilia non hanno nemmeno l’acqua: tre litri al giorno per bere e per lavarsi. In realtà io ho studiato come chimico con la scuola serale e ho lavorato quindici anni in una ditta in Germania. Poi non mi andava più.

Per il futuro ho ancora tantissime cose da fare… Ho un albergo in Turchia e spero di poterlo seguire ancora. Ho davvero moltissime aspettative, non voglio chiudermi in certe idee. Voglio lasciarmi molte porte aperte. Non ho proprio nessuna paura di impegnarmi… In modo legale. Magari aprirò una pelletteria… Chi lo sa!

LABORATORIO DI
PVC RICICLATO

La cooperativa utilizza materiali in PVC per sviluppare i propri modelli, nel rispetto dell’ambiente e garantendo un manufatto coerente nella filiera di eticità ed ecosostenibilità.

LABORATORIO DI COSMETICA

Il nostro marchio Rio Terà dei Pensieri propone una linea di prodotti tradizionali come saponette e sali profumati, una linea naturale e una linea biologica certificata.

LABORATORIO DI SERIGRAFIA

Realizziamo stampe su tessuto per personalizzare capi d’abbigliamento, accessori e gadget di cortesia, con servizi adattabili a qualsiasi esigenza e richiesta da parte del cliente.

ORTO BIOLOGICO DELLE MERAVIGLIE

Lavoriamo seimila metri quadrati di terra, con il metodo dell’agricoltura biologica, da cui ricaviamo verdura di stagione e molte delle essenze utilizzate nel laboratorio di cosmetica.

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